UniCredit accelera il risiko bancario europeo. Il gruppo guidato da Andrea Orcel ha annunciato lunedì il lancio di un’offerta pubblica di scambio sulle azioni di Commerzbank con l’obiettivo di superare la soglia del 30% del capitale della banca tedesca, senza tuttavia puntare al controllo.
L’operazione rappresenta un nuovo passo nella strategia di espansione transfrontaliera dell’istituto di Piazza Gae Aulenti, che negli ultimi mesi ha progressivamente aumentato la propria partecipazione nella banca di Francoforte.
Superare la soglia del 30%
Attualmente UniCredit detiene circa il 26% del capitale di Commerzbank, oltre a un ulteriore 4% tramite strumenti derivati. Per superare la soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca sulle acquisizioni è però necessario lanciare un’offerta rivolta al 100% degli azionisti.
“L’obiettivo non è acquisire il controllo di Commerzbank, ma avviare un dialogo costruttivo con la banca e con tutti gli stakeholder”, ha spiegato Orcel durante una conference call con gli analisti. L’amministratore delegato ha aggiunto che UniCredit non prevede di superare “in modo significativo” la soglia del 30%, anche se la banca si riserva la possibilità di acquistare ulteriori azioni sul mercato dopo il completamento dell’offerta.
Secondo le stime preliminari, il rapporto di concambio dovrebbe essere pari a 0,485 azioni UniCredit per ogni azione Commerzbank, equivalente a un prezzo implicito di circa 30,8 euro per azione e a un premio del 4% rispetto alla chiusura del 13 marzo.
L’offerta dovrebbe essere formalmente lanciata all’inizio di maggio, con un periodo di adesione di circa quattro settimane. Nello stesso mese UniCredit convocherà un’assemblea straordinaria per autorizzare l’aumento di capitale necessario all’operazione, mentre il regolamento è previsto entro la prima metà del 2027, subordinatamente alle autorizzazioni regolamentari.
Le resistenze politiche in Germania
Sul piano politico, tuttavia, l’operazione potrebbe incontrare resistenze in Germania. Il governo federale detiene ancora circa il 12% di Commerzbank e negli ultimi mesi ha più volte espresso la preferenza per una banca “forte e indipendente”. Anche il management dell’istituto tedesco ha difeso la strategia di autonomia, rafforzando obiettivi di redditività e dividendi per scoraggiare un’acquisizione.
L’offerta di UniCredit riaccende così il dibattito sulla creazione di campioni bancari paneuropei e sulle resistenze nazionali che continuano a frenare il consolidamento del settore finanziario nell’Unione europea. Per Orcel, tuttavia, il momento è quello giusto per muoversi: “È meglio gestire la situazione in modo proattivo, piuttosto che restare in una posizione passiva”.

